Artrosi della caviglia

L’artrosi della caviglia è una patologia cronica, che colpisce l’articolazione in modo degenerativo. La sua causa è infatti la progressiva riduzione del tessuto cartilagineo, che riveste i capi articolari. La cartilagine si riduce fino ad esporre l’osso sottostante. A sua volta l’osso reagisce creando degli osteofiti.

Come l’artrosi dell’anca, anche l’artrosi della caviglia conduce ad una disabilità crescente nel giro di pochi anni.

Quali sono i principali sintomi?

Forte dolore e riduzione dell’articolarità della caviglia sono i primi sintomi. Muovendo l’arto il dolore tende ad alleviarsi, dato che viene favorita la lubrificazione dei capi articoli attraverso la produzione di liquido sinoviale all’interno dell’articolazione.

Man mano che la patologia si aggrava, si sente dolore anche a riposo.

La caviglia è spesso gonfia, rigida e deformata con possibili malallineamenti, spesso causati da una frattura. Tutto ciò favorisce la degenerazione artrosica.

Cause dell’artrosi della caviglia

Solitamente l’artrosi è una malattia tipica dell’età avanzata, che origina da una patologia precedente o a causa ignota (artrosi dell’anca e del ginocchio). Nel caso dell’artrosi della caviglia, invece, l’origine è in gran parte post-traumatica, quindi può colpire anche pazienti giovani.

La maggior parte delle artrosi di caviglia insorge in seguito ad una frattura.

Chi è maggiormente colpito dall’artrosi di caviglia?

Persone che hanno subìto un trauma

Atleti, calciatori e ballerini, le categorie di sportivi più a rischio.

Sia calciatori che ballerini compiono un movimento di dorsiflessione massima della caviglia, provocando un conflitto anteriore ed una distrazione posteriore dell’articolazione. La ripetizione del movimento nel tempo tende a provocare emorragie sottoperiostali anteriori che portano ad una riduzione della perfusione sanguigna nell’osso, che col tempo diventa necrotico ed evolve in artrosi con produzione di osteofitosi.

Quali esami diagnostici sono necessari?

Oltre naturalmente al consulto dello specialista, un’indagine radiografica ed una RMN sono gli esami migliori per valutare eventuali segni di artrosi:

  1. riduzione della rima articolare;
  2. addensamento dell’osso subcondrale;
  3. geodi (cavitazioni dell’osso);
  4. osteofiti (escrescenze periferiche appuntite).

Come si cura?

L’artrosi è una malattia degenerativa e quindi la caviglia non tornerà mai ad una condizione ottimale. L’ortopedico può indicare la terapia più idonea a rallentare il progredire dell’artrosi attraverso infiltrazioni di acido ialuronico o infiltrazioni di cellule mesenchimali e nei casi più gravi intervenire chirurgicamente. L’obiettivo è far recuperare al paziente una buona qualità della vita.

Primi stadi dell’artrosi

Nelle prime fasi della patologia si consiglia spesso l’uso di solette e plantari sagomati. Per un sostegno maggiore, un tutore è utile a ridurre infiammazione e dolore, limitando il movimento piede-caviglia.
In rari casi si può ricorrere ad un gesso da carico per un periodo di circa 6 settimane. Serve a valutare il grado di dolore e se il paziente è pronto a sottoporsi ad un intervento chirurgico: l’artrodesi di caviglia.

E’ utile anche la prescrizione di farmaci anti infiammatori o effettuare terapie infiltrative a base di corticosteroidi (per ridurre lo stato infiammatorio ed algico) o di sostanze ad azione trofico-lubrificante (acido ialuronico, gel piastrinico o cellule mesenchimali).

Quando il dolore diventa insopportabile e i trattamenti sopra descritti non sono più efficaci, si può ricorrere ad un’artrodesi della caviglia. E’ un intervento chirurgico che porta alla fusione degli elementi ossei che compongono l’articolazione e può essere eseguita in artroscopia (a cielo chiuso) o a cielo aperto.

Si tratta di un intervento volto a far scomparire il dolore, attraverso il blocco dell’escursione articolare della caviglia. La funzionalità del piede viene comunque mantenuta dalle altre articolazioni garantendo quindi una deambulazione più che soddisfacente.