Cellule mononucleate da sangue periferico (TNCs) per curare la cartilagine della spalla

La cartilagine della spalla è un tessuto che, una volta lesionato, ha scarse capacità di auto-rigenerazione. Fra le più recenti ed efficaci innovazioni nel campo della medicina rigenerativa, esistono le iniezioni di cellule mononucleate da sangue periferico (TNCs).

Cosa sono le cellule mononucleate da sangue periferico e cosa accade quando vengono iniettate in una lesione della cartilagine?

Le cellule mononucleate da sangue periferico, o Total Nuclear Cells, sono cellule mesenchimali staminali che intervengono nei processi di rigenerazione e riparazione dei tessuti. Sono cellule primitive, non specializzate, che hanno la capacità di trasformarsi in tipi diversi di cellule del corpo. 
La loro funzione, infatti, è quella di sostituire il tessuto danneggiato in seguito a un trauma o all’invecchiamento.

Diversi studi scientifici e clinici hanno dimostrato che se vengono iniettate in una lesione della cartilagine, hanno grandi proprietà rigenerative. Infatti contribuiscono a formare nuovi vasi sanguigni e ad attivare la riparazione dei tessuti grazie ai macrofagi.

I macrofagi sono cellule mononucleate dei tessuti che inglobano nel loro citoplasma particelle estranee e microrganismi per distruggerli (fagocitosi). Quando è presente una lesione, si accumulano nella zona per pulirla e avviare il processo di riparazione.

L’iniezione di TNCs polarizza i macrofagi ed inverte il processo, da proinfiammatorio ad antinfiammatorio, cioè attiva la fase riparativa della lesione.

Come avviene l’innesto delle TNCs?

La terapia è di tipo autologo, ovvero le cellule utilizzate provengono dal paziente stesso.

Infatti, prima dell’iniezione, al paziente viene prelevato del sangue che viene poi inserito in un kit procedurale con lo scopo di trattenere le cellule mononucleate, affinché vengano separate dal resto del sangue. 
Per poter trattenere le cellule mononucleate, il sangue intero periferico del paziente viene filtrato (filtrazione selettiva) per raccogliere solo le cellule “migliori”, in base al loro potenziale di membrana. Cioè in base alla loro capacità elettrica. La tecnologia usata impedisce qualsiasi contaminazione e trattiene solo le cellule ad alta capacità rigenerativa.

Il tutto ha una durata di circa 20 minuti.