Piede piatto nel bambino

Il piede piatto è caratterizzato dall’appiattimento della volta plantare.

Quando il bambino inizia a camminare, il suo tessuto connettivo è immaturo e i suoi muscoli poco sviluppati. Questo permette un’ampia escursione dei movimenti ammortizzanti del piede.

Ciò comporta l’appiattimento graduale del piede.

Finché il bambino è piccolo è un fenomeno normale e molto importante, dato che lo aiuta ad apprendere una corretta deambulazione.

Con l’andare del tempo, si capisce se si parla effettivamente di piede piatto.

Il piede piatto nel bambino è caratterizzato da pronazione (rotazione interna del retropiede) e supinazione (extrarotazione di tutto l’avampiede).

Quali sono le cause e come si manifesta?

Non si conosce con esattezza cosa causi questa patologia.

L’immaturità e la lassità dei legamenti fanno sì che l’astragalo, ovvero l’osso che unisce tutto il piede allo scheletro della gamba, scivoli verso il basso, in avanti e internamente, trascinando con sé tutte le ossa a esso connesse anteriormente, costringendo il calcagno a ruotare. E’ una rotazione interna del retropiede chiamata pronazione. Quindi il tallone è deviato verso l’interno.

La pronazione del retropiede ha ripercussioni anche sull’avampiede. La caduta dell’astragalo schiaccia la testa del primo metatarso contro il pavimento, facendolo sollevare per reazione con il suolo e provocando una deformazione in extrarotazione di tutto l’avampiede: la supinazione.

La rotazione interna (pronazione) del retropiede e la successiva rotazione esterna (supinazione) dell’avampiede provocano un movimento elicoidale con la scomparsa della volta e la caduta dell’arco longitudinale interno.

Tipi di piede piatto

Ne esistono di due forme:

Piede piatto flessibile

Si verifica nella stragrande maggioranza dei casi ed è spesso associato a lassità articolari generalizzate. E’ una forma benigna e asintomatica, ed è generalmente accompagnata anche da problemi posturali.

Piede piatto rigido

Il piede piatto rigido è caratterizzato da rigidità e dolore del piede. E’ associato a condizioni patologiche congenite come coalizioni tarsali o astragalo verticale. E’ suddiviso in 4 gradi di deformità (1°, 2°, 3°, 4°) caratterizzati da diverse impronte plantari osservabili al podoscopio o all’esame baropodometrico:

Quali esami diagnostici sono necessari?

E’ chiaramente indispensabile un consulto da uno specialista, in grado di utilizzare al meglio gli strumenti che permettono di analizzare la volta del piede. Se si sospetta che ci sia una fusione scheletrica anomala è necessaria una radiografia o una TAC.

Saranno valutate anche eventuali alterazioni posturali e consigliati esercizi e sport idonei. Importante, il piede piatto non deve mai essere mai essere considerato come un problema isolato ma va sempre inquadrato in un “contesto posturale”. Il bambino va valutato nel suo insieme, facendo attenzione ai disturbi associati come le alterazioni della colonna , il ginocchio valgo o il passo intra o extrarotato.

Come si cura?

Nei casi meno gravi l’uso di plantari corretti prescritti da un medico specialista ortopedico o fisiatra possono essere molto efficaci. L’utilizzo di plantari scorretti, possono addirittura ostacolare la correzione spontanea del piede.

I plantari servono a correggere la pronazione del retropiede, sollevando e spingendo verso l’alto l’astragalo, in modo che l’avampiede ruoti internamente.

Intervento chirurgico non invasivo

Un’intervento di chirurgia percutanea mininvasiva è consigliato nei bambini di 11 -12 anni con piede piatto di o grado, con severa valgizzazione del retropiede. L’intervento consiste nell’introduzione di una semplice vite all’interno del seno del tarso per via percutanea, praticando un piccolo foro. L’azione meccanica esercitata dalla vite fa sì che la volta del piede assuma una forma normale.