Protesi del ginocchio: chirurgia protesica di revisione

Se l’impianto di una protesi di ginocchio fallisce è necessario intervenire chirurgicamente per rimuovere l’articolazione artificiale e sostituirla con una nuova. E’ quindi il caso della revisione della protesi del ginocchio.
Negli interventi protesici di primo impianto è un evento piuttosto raro.

Quali fattori determinano un intervento di revisione della protesi?

Infezione periprotesica o infezione della protesi

Si verifica dato che la superficie metallica della protesi è un terreno ideale per la crescita dei batteri, che qui sono al riparo dalle difese immunitarie dell’organismo. Capita nell’1% dei casi, anche in presenza di un’asepsi ottimale (massima sterilizzazione), di una procedura chirurgica corretta e di una profilassi antibiotica adeguata.

Qualsiasi protesi dolorosa dovrebbe essere considerata infetta, fino a dimostrazione contraria.
La diagnosi di infezione spesso non è chiara, perché i i criteri oggettivi per valutarla (temperatura alta, conta dei leucociti, VES) non sono affidabili e spesso accade che vi sia un’infezione attiva nell’articolazione anche in presenza di valori normali. Per questo è bene sottoporre il paziente ad una scintigrafia con leucociti marcati che permette di definire se è presente o meno un’infezione. Nei limiti del possibile, non è consigliato somministrare al paziente antibiotici preoperatori fino a quando non siano stati ottenuti, durante l’intervento, campioni di liquidi e/o di tessuti per colture/antibiogramma e colorazioni Gram, con l’obiettivo di identificare il batterio alla base dell’infezione e scegliere l’antibiotico più idoneo per contrastarlo.

Se i test eseguiti segnalano la presenza di un’infezione batterica, è consigliato l’intervento di espianto della protesi e successivamente il posizionamento di uno spaziatore in cemento per impedire la retrazione dei tessuti molli e quindi la corretta lunghezza dell’arto.

Successivamente, dopo un ciclo antibiotico di 6 settimane per via endovenosa e in presenza di un titolo antibatterico di almeno 1:8, si può nuovamente procedere al reimpianto della protesi.

In caso di batteri particolarmente virulenti l’intervento può essere programmato a 6 mesi.

Protesi usurata

Come già spiegato sopra, la durata media della protesi di ginocchio è di circa 25 anni. In relazione all’età, al peso e alla salute del paziente si può quindi giungere alla revisione.

Come avviene l’intervento

Durante l’intervento di revisione, il chirurgo ortopedico rimuove la vecchia protesi, ripulisce il ginocchio, se necessario esegue dei trapianti d’osso e applica la seconda protesi, generalmente in due momenti diversi.

I rischi dell’intervento di revisione sono gli stessi connessi all’impianto della prima protesi (infezione, trombosi venosa profonda ed embolia polmonare), ma purtroppo sono molto più frequenti.