Rottura o lesione del menisco

L’origine della lesione meniscale, come nel caso della rottura dei legamenti crociati, è molto spesso di tipo traumatico. In alcuni casi può anche essere causata da una patologia, la meniscopatia degenerativa.

I menischi sono fibrocartilagini e hanno una forma di semianello che si trovano tra i condili femorali ed i piatti tibiali.
Per ogni ginocchio ce ne sono due:

  • menisco mediale o interno, che ha una caratteristica forma a “C”;
  • menisco laterale o esterno, che è invece più chiuso su se stesso ed ha una forma più simile alla lettera “O”.

Ciascun menisco ha un corno anteriore, un corpo e un corpo posteriore.

 

Solitamente il menisco più spesso interessato dalla lesione è quello mediale, perché più vincolato e quindi meno capace di adattarsi a sollecitazioni improvvise e perché sottoposto a maggior carico.

I menischi hanno numerose funzioni:

  • distribuiscono il carico in modo uniforme su tutta la superficie articolare, grazie alla capacità di aumentare la congruenza tra i condili femorali (che hanno una forma convessa) e i piatti tibiali (che invece sono sostanzialmente piani);
  • partecipano alla stabilità dell’articolazione “lavorando” insieme ai legamenti;
  • facilitano la “nutrizione” della cartilagine, perché migliorano la distribuzione del liquido sinoviale sulla cartilagine articolare.

Quindi è tendenzialmente sconsigliabile la rimozione completa di un menisco, dato che nel lungo periodo può portare a una degenerazione artrosica precoce, cioè a una artrosi del ginocchio.

Quali sono i sintomi?

Sintomi da frattura del menisco

Il paziente che ha subìto una rottura del menisco generalmente presenta dolore, difficoltà nel movimento e un versamento (gonfiore), tendenzialmente in aumento.

Inoltre, se la frattura ha comportato una dislocazione di una porzione di menisco che ostacola il movimento, si può verificare il blocco dell’articolazione. In questo caso, se il blocco non si risolve spontaneamente nel giro di poche ore, è necessario un intervento chirurgico urgente.

Se invece la lesione non ha comportato il distacco di frammenti lussati (e quindi non è presente un blocco meniscale), i sintomi si riducono entro le 3 settimane dall’evento, ma si riacutizzano quando la porzione lesionata del menisco viene sollecitata: per esempio, se il paziente ha subìto una lesione del corno posteriore del menisco mediale, il dolore si riacutizza quando flette la massimo il ginocchio.

Sintomi della meniscopatia degenerativa

La meniscopatia degenerativa, al contrario della lesione traumatica, comporta di solito una sintomatologia subdola, con dolore dopo affaticamento e in massima flessione. Raramente si osserva un versamento significativo. Spesso i disturbi sono molto simili a quelli di una gonartrosi incipiente.

Quali sono le cause?

Lesioni traumatiche del menisco

Solitamente i menischi si fratturano in seguito a distorsioni.

Le fratture possono essere classificate in base alla loro localizzazione (corno anteriore, corpo o corpo posteriore del menisco) e al loro aspetto, si tratta principalmente di lesioni radiali, longitudinali e a flap. Queste ultime possono comportare un blocco dell’articolazione. Nel caso della lesione longitudinale, in particolare, il rischio di lussazione è massimo.

  • Lesioni radiali del menisco

    Sono fratture che vanno dall’inserzione al bordo libero del ginocchio e sono sostanzialmente benigne, per cui, una volta superata la fase acuta della distorsione, non lasciano disturbi residui.

  • Lesioni longitudinali del menisco o a “manico di secchio”

    Sono fratture che comportano una lunga lesione longitudinale e al prodursi di un’ansa meniscale a forma, appunto, di manico di secchio.

  • Lesioni meniscali a flap o a “becco di pappagallo”

    Sono fratture che comportano il distacco di una piccola porzione del menisco che però resta ancora attaccato al resto dell’articolazione.

Meniscopatia degenerativa

A volte il menisco non si frattura, ma si “sfrangia” a causa dell’usura. Questa condizione, chiamata meniscopatia degenerativa, non è una rottura meniscale vera e propria, ma una sorta di “anticamera” dell’artrosi del ginocchio (gonartrosi secondaria) . Il più delle volte in questi casi il paziente nemmeno ricorda di aver subìto un evento traumatico.

Chi è più colpito da queste lesioni?

La rottura del menisco è un tipico infortunio sportivo, ne sono soggetti quindi giovani atleti, soprattutto durante la pratica di calcio e sci.

Al contrario la meniscopatia degenerativa è una patologia tipica dell’età adulta e senile.

Quali esami diagnostici sono necessari?

La diagnosi di lesione meniscale è innanzitutto clinica. La risonanza magnetica è poi l’esame più accurato da richiedere in questo caso.

Un menisco lesionato può guarire? E come si cura?

Il menisco non è in grado di effettuare processi riparativi. E’ infatti una struttura quasi completamente priva di vasi sanguigni, con la sola eccezione del margine periferico che si inserisce sulla capsula articolare.

Una lesione meniscale, in pratica, non può guarire.

Le fratture meniscali, determinate da un trauma acuto su di un ginocchio in precedenza normale, possono essere sottoposte a un intervento chirurgico di regolarizzazione, in artroscopia. Si tratta principalmente delle lesioni longitudinali e a flap. Le lesioni radiali perfettamente stabili invece, una volta superata la fase acuta della distorsione, non provocano più sintomi e non richiedono interventi ortopedici. Si possono in alcuni casi anche effettuare trapianti di menisco da cadavere.